giovedì 3 gennaio 2008

2008

"Stanno i giorni futuri innanzi a noi
come una fila di candele accese
dorate, calde e vivide." (F. Kavafis)

Le attesa e le speranze del cuore umano all'inizio di un nuovo anno sono proprio come candele appena accese che si consumeranno poco a poco; il fuoco che accende la candela e la scioglie è una bella immagine di Cristo, nostra speranza e lume che consuma la cera della nostra carne, spiritualizzandola.

lunedì 17 dicembre 2007

Il Natale di ogni giorno

Ogni giorno è natale, recita il ritornello di un canto : "ogni giorno è natale se con Cristo rinasciamo e accogliendo il suo dono, nella pace noi viviamo"; è natale ogni giorno quando accettiamo la vita in ogni sua manifestazione; ogni giorno si nasce alla bellezza del creato e alla grazia nascosta nel cuore, che magari bisogna 'cavar fuori' con un po' di dolore; è natale quando si trova una verità a lungo cercata o se nasce un'amicizia magari anche un po' bisticciata ; è natale sempre quando guardando il cielo si scoprono astri inaspettati; e mentre preghiamo il Signore diventa natale anche ogni gesto abituale.
C'è un natale di ogni giorno dunque, e un Natale di ogni anno, quando la tenerezza di Dio viene celebrata in un Bimbo nato in una notte "chiara come il giorno, notte santa del Signore" che fa luce a tutto il mondo, perché illumina ogni cuore. Sia questo il Natale che accende il senso del natale di ogni nostro giorno : l'Incarnazione del nostro Salvatore.

venerdì 14 dicembre 2007

M.F. SCIACCA : chi era costui?

Antonio Rosmini è stato proclamato beato nella Novara alla cui diocesi appartiene la "sua" Stresa, dove il rovetano si spense. Nei giorni e mesi che hanno preceduto la proclamazione si è molto parlato di questa figura : molto si è scritto.
Non pretendo di aver letto tutto ciò che è stato scritto o ascoltato tutto quello che è stato detto. Ma sono rimasta dolorosamente sorpresa di non aver trovato leggendo o ascoltando un nome che pure è indissolubilmente legato a quello di Rosmini, quello di Michele Federico Sciacca.
Sono passati quasi quarant'anni da quel 1968 in cui i fatti di Praga fecero tramontare l'idea del Congresso mondiale in onore di A. Rosmini che avrebbe dovuto aver luogo a Vienna, fortemente voluto da Sciacca che veniva, in quegli anni, considerato il massimo rosminiano vivente; sono passati poco più di trent'anni dal 24 febbraio 1975, giorno della morte del pensatore siciliano. E sono stati sufficienti perché il suo nome fosse così dimenticato?
Io sono stata sua allieva a Genova e ne venero la memoria : da lui ho imparato a conoscere la grandezza di questo esponente del pensiero italiano dell'800 (e ad amare Platone, Agostino, Pascal, Kierkegaard, Unamuno, Pirandello, Dostoevskij, G. Marcel, per citare solo alcuni degli autori oggetto di studio da parte di Sciacca).
Secondo Franco Percivale, tra i più validi collaboratori del Professore, a Sciacca si deve "un approfondimento di temi rosminiani [...] che ne rivendica, con interpretazione ortodossa, [...] i valori di fondo nella loro integralità che [...] è soprattutto ontologica, metafisica, morale [...]. Il rilancio del pensiero rosminiano, di cui va fatto merito allo Sciacca, ebbe inizio con la pubblicazione di La filosofia morale di A. Rosmini [...], Napoli, Perella 1938 [...] libro il quale ebbe vastissimo successo di critica. Era l'inizio di una nuova fase del rosminianesimo destinata a fecondi sviluppi ...*. (F. PERCIVALE, L'ascesa naturale a Dio nella filosofia di Rosmini, Città Nuova Editrice, Roma, 1977, p. 115 alla nota 174)
Percivale ricorda altresì come, dopo le fatiche della "Cattedra Rosmini" di Stresa del 1974, mentre si preparava a presiedere il Convegno della "Società rosminiana" che doveva svolgersi nel gennaio 1975, il Professore sia rimasto vittima della malattia che doveva portarlo alla morte.
Secondo lo studioso ligure a Sciacca va inoltre il merito di "aver richiamato l'attenzione sulla necessità di 'fare i conti' con il Rosmini integrale per recuperare, all'interno della filosofia moderna, quei valori [...] costituzionali per l'uomo in quanto tale, che [...] attendevano di essere riscoperti come valida risposta alle istanze e ai problemi dell'uomo moderno". (F PERCIVALE, op. cit., p. 114)
Mi ricollego a quanto dice Percivale a proposito dell'integralità dei valori di fondo dei temi rosminiani che è soprattutto ontologica, metafisica, morale, per deplorare che, nel presentare la figura di A. Rosmini, si sia puntato quasi esclusivamente sugli aspetti politici del suo pensiero : il Rosmini, per intenderci, de Le cinque piaghe della Chiesa. Mi permetto di dissentire : non credo sia giusto vedere in Rosmini un esponente del "cattolicesimo liberale"; questa corrente politica ha una fisionomia precisa : poco presente in Italia, ebbe la sua diffusione prevalentemente in Francia (con il Lammenais dell'ultimo periodo, per es.) e in Belgio (dove ebbe un ruolo importante nella rivoluzione del 1830). Altro è dire che Rosmini fu un cattolico liberale, altro dire che fu un cattolico che accolse alcune tematiche liberali (prevalentemente quelle che lo stesso liberalismo, con sua buona pace, mutuò proprio dal Cristianesimo).
Ma non si tratta solo di questo. Nelle pagine che ho letto su organi di stampa cattolici, Jesus, 30giorni, Avvenire, rimane scarsamente evidenziato il fulcro del pensiero di Rosmini che è la sua metafisica : il recupero, in pieno kantismo, del senso dell'essere, smarrito dal pensiero moderno, con relativo approdo al soggettivismo e relativismo.
Con Rosmini vengono riaffermate la metafisica come scienza e l'oggettività della verità : da Agostino attraverso Tommaso fino a Rosmini. Prima che pensatore politico Rosmini fu dunque metafisico, filosofo morale, filosofo dell'educazione.
Francesco Cossiga su 30giorni evidenzia "una base rocciosa ed estesa [...], l'idea semplice, ma universalissima dell'essere cui Rosmini si rifà in filosofia, in teologia, in morale, in politica, nel diritto".
Questo di Cossiga, l'intervento che rende forse più giustizia alla grandezza di Rosmini : e non a caso l'unico in cui compare, sia pure soltanto in parentesi, il nome di Michele Federico Sciacca.....questo sconosciuto.
Cossiga ricorda infatti l'espressione "summa totius cristianitatis", paragone usato da Sciacca per esprimere la vastità dell'eredità di cultura umana e cristiana lasciata da Rosmini "un pensiero enciclopedico impressionante". E il fine cui tende con questa sua produzione è "condurre gli uomini alla religione mediante la ragione [...] bisogno dei tempi che [...] oggi acquista un sapore profetico", come conferma Benedetto XVI che all'Angelus del 18 novembre indica in questa riconciliazione della ragione con la fede quello che si potrebbe dire il carisma di Rosmini.
Concludo riportando alcune righe di M.F. Sciacca stesso :" il Rosmini è il pensatore che, più di ogni altro, non solo ha influito sulla mia formazione intellettale, ma anche mi è stato e mi è Maestro [...]" . (M.F. SCIACCA, Premessa a Interpretazioni rosminiane, Marzorati, Milano, 1963).
Suor Francesca

mercoledì 5 dicembre 2007

Avvento

Tempo di attesa e cammino di preparazione verso un evento, l'avvento è il periodo che la Chiesa ha posto all'inizio di ogni nuovo anno liturgico, proprio come la vita nuova comincia con l'attesa della nascita per ogni uomo. Dal Natale e lungo tutto il corso dell'anno, la liturgia ci farà ripercorre le vie, i fatti e le parole della vita di Gesù Cristo, in diversi modi e sotto varie forme : dall'ordine di lettura delle Sacre Scritture alla celebrazione delle solennità, dalle memorie ai tempi forti di preghiera, attraverso tutti i misteri che annunciano Cristo che morì sul Calvario e che ora vive in noi. Il fruttuoso impiego della liturgia si può riassumere in questa quotidiana esperienza del mistero del Cristo che ci configura a Lui. La preghiera della Chiesa non tenta di sollevarci fino a qualche cosa che noi non siamo, ma, per un verso ci ricorda che in qualche misura siamo già stati trasformati, mentre dall'altro lato ci assicura che l'inizio della trasformazione è il pegno e l'annuncio del suo completamento.

lunedì 26 novembre 2007

Le vie del Signore

Fin dall'apertura del mio primo indirizzo e-mail, mi sono iscrtitta alla newletter "una battuta al giorno" di "Buongiorno", battuta che, in tutti questi anni, mi è sempre puntualmente arrivata facendomi spesso sorridere (e qualche volta piangere); ora, può essere che io abbia, nascosto da qualche parte in un angolo dimenticato della mia clausura, un 'tocco' di irriverenza, del quale peraltro intendo liberarmi 'scaricando' il mio peccato occulto davanti a Dio e al mondo.
Ecco le battute che ho trovato simpaticamente...irresistibili :
Le vie del Signore sono infinite....prendine una e levati di torno!
Beati gli affamati di giustizia, perché saranno giustiziati.
Che Dio sia morto o no, è impossibile tacerne : c'è stato per così tanto tempo....

venerdì 23 novembre 2007

Il "si" consapevole

I moventi e le occasioni della conversione del nostro cuore a Dio, le ragioni del volgere i nostri passi verso di Lui, sono differenti per ogni uomo : basta scorrere le testimonianze scritte da illustri convertiti, o le pagine lasciate da molti 'piccoli del Regno' per scoprirne la varietà ; per tutti però, nel corso del processo di trasformazione che avviene nell'animo e che costa sofferenza, c'è un momento nel quale l'evidenza interiore diviene un 'si' consapevole e si contretizza in una adesione di vita che coinvolge ogni aspetto della persona : pensiero, affetti, attività. E' cosi che la fede, divenuta esperienza, rende creativa la teologia e fa del cristiano la 'voce' di Cristo nel suo tempo.
L'esempio dei 'convertiti', i santi, le loro storie, gli itinerari da loro percorsi, i valori che li hanno spinti, ci aiutano moltissimo nel "rendere ragione della speranza che è in noi" (1Pt 3,15) al mondo d'oggi.

domenica 18 novembre 2007

Ai giovani e ai meno giovani, ai coraggiosi abitanti della Locride.

Sono una monaca di clausura dell'Ordine domenicano : la mia famiglia paterna è di origine calabrese. Vorrei dirvi la mia partecipazione alla vostra sofferenza per il trasferimento del Vescovo Bregantini.
Capisco quanto dovete sentirvi disorientati e abbandonati dopo aver vissuto in questi anni momenti esaltanti di riscoperta della vostra identità, del vostro coraggio, della vostra limpidezza. Ma affido al blog questo pensiero per voi : vorrei ceh rifletteste intensamente alle affinità che esistono tra voi e "il piccolo ggregge" rimasto stretto intorno a Maria : quel Maestro che per circa tre anni era stato il centro delle loro vite, il costante punto di riferimento, non c'era più e l'ambiente che li circondava era ostile e pericoloso. Non sapevano che cosa li attendeva, quale sarebbe stato il loro futuro. La morte di Gesù prima, ma anche la resurrezione poi erano state esperienze talmente eccezionali da averli lasciati straniti e timorosi. Si sentivano soli e tuttavia "tutti erano assidui e concordi nella preghiera, insieme con alcune donne e con Maria, la madre di Gesù". (At. 1,14) Erano la Chiesa di Gerusalemme, la Chiesa nascente. E Maria forniva loro il modello della perseveranza nella fede, della fiducia in Dio "nonostante", fiducia nel dono a Lui di se stessi, "dei propri talenti, dei propri limiti, del proprio futuro". Anche voi siete Chiesa, popolo di Dio e così vi ha fatto il vostro Vescovo, realizzando un progetto di Dio su di voi e dimostrando quanto il Cristianesimo possieda concretezza, senso della storia e della giustizia anche relativamente alle "cose di quaggiù". "La moltitudine di coloro che erano venuti alla fede [...]" (At. 4,32); anche voi "siete venuti alla fede" per l'esperienza vissuta e maturata in questi anni sotto la guida del vostro Presule e anche di voi si può dire che avete "un cuore e un'anima sola" e che "rendete testimonianza". Quest'ora che vivete può sembrare la vittoria "dell'impero delle tenebre": sta in voi far sì che non sia così. Ricordate quello che dice Cristo : "le porte dell'inferno non prevarranno" e "Io sono con voi". Probabilmente c'è chi conta molto sul vostro disorientamento, sul senso di sconfitta. Tenete duro. Voi ormai sapete chi siete. Tutto ciò che il Vescovo Bregantini vi ha lasciato è tutto compreso in questa espressione semplicissima : vi ha lasciato Cristo.
Duc in altum con Giovanni Paolo II.
Suor Francesca